Luciano Spalletti analizza il pareggio della sua Juventus in casa del Cagliari: l’espulsione, le occasioni sprecate, Kolo Muani e le polemiche con Yerry Mina.
La Juventus lascia la Sardegna con un pareggio che non soddisfa Luciano Spalletti. Dopo l’1-1 contro il Cagliari, il tecnico bianconero è intervenuto ai microfoni di DAZN per analizzare la prestazione della squadra, soffermandosi sulle numerose occasioni create, sulle scelte tattiche adottate durante la gara e sugli episodi che hanno acceso gli animi nel finale. La formazione juventina ha mantenuto a lungo il controllo del gioco, ma non è riuscita a concretizzare la superiorità territoriale in una vittoria. Il gol di Kolo Muani ha ristabilito l’equilibrio nella ripresa, mentre la traversa colpita dall’attaccante francese ha impedito ai bianconeri di completare la rimonta. Spalletti ha difeso la prova dei suoi giocatori, sottolineando la qualità della prestazione, senza nascondere il rammarico per i punti lasciati per strada. Nel corso dell’intervista ha inoltre raccontato quanto accaduto in occasione della sua espulsione e ha commentato gli episodi che hanno coinvolto Yerry Mina.
Spalletti e l’espulsione dopo Cagliari-Juventus: il racconto a DAZN
Uno dei primi argomenti affrontati dall’allenatore riguarda il cartellino rosso ricevuto al termine dell’incontro. Spalletti ha ricostruito il breve confronto che avrebbe preceduto la decisione arbitrale, minimizzando la portata dell’accaduto ma lasciando trasparire il proprio disappunto: “Non è successo niente. Io gli ho detto che sono bravi, che giocano bene, sanno anche perdere tempo e lui mi ha detto: “Cosa vuol dire tempo? Cosa tempo?”. E ci ha buttato fuori. Niente, niente di particolare. Tutto normale, tutto abbastanza normale”.
Juve, 72% di possesso palla e tante occasioni
Nel corso dell’intervista, Andrea Stramaccioni ha evidenziato i numeri della prestazione bianconera, richiamando il 72% di possesso palla e le 23 conclusioni registrate durante la partita. Una delle questioni centrali ha riguardato l’impiego di due attaccanti e la possibilità che questa soluzione abbia reso la Juventus più pericolosa nella seconda parte dell’incontro.
Spalletti ha però precisato che l’idea di affiancare un secondo riferimento offensivo a Kolo Muani era stata sviluppata già nel primo tempo, attraverso lo spostamento di Weston McKennie e l’avanzamento di Nico González: “Sì, Andrea, ma nel primo tempo c’eri a vedere la partita? Al venticinquesimo del primo tempo io ho tirato McKennie a sinistra e c’è Nico Gonzalez lì dentro a fare quello che ha fatto Woltemade con Kolo. Anzi, Nico Gonzalez è il calciatore più forte di testa che abbiamo. Nico Gonzalez è una seconda punta, l’ho messo a giocare da seconda punta. Il sistema è stato lo stesso da quando ho deciso di spostare McKennie. Abbiamo fatto la stessa cosa: una punta, Kolo, con Nico Gonzalez seconda punta, ma che possono andare a invertirsi. Perché Kolo, se si lascia libero di andare, come ha fatto oggi, mi è piaciuto molto, di andare a interpretare un po’ di situazioni, diventa più difficilmente marcabile. Ora, in questo caso qui, dentro l’area di rigore c’è Nico che purtroppo la colpisce di ginocchio. Gli viene a questa via di mezzo la palla che non sa poi colpirla bene. Ora è lì come seconda punta o prima punta, perché Kolo è a sinistra”.

Kolo Muani convince il tecnico
Nonostante il risultato, Spalletti ha riconosciuto i meriti della squadra e ha elogiato il lavoro svolto da Kolo Muani: “Bisogna soltanto avere, diciamo, la determinazione, la determinazione di quelli che hanno la testa forte, di quelli che mettono in gioco… Cioè, da un punto di vista mio, io non mi gioco il risultato della partita stasera. Io mi gioco il finir bene una carriera, perché ormai ho settant’anni quasi e devo finir bene la mia carriera. Va bene, dice: “Ma puoi rifare l’allenatore?”. Ma siamo a quei livelli lì, per cui io voglio far bene. Non penso al risultato della partita, che poi ti manca, ma è stata fatta una grande prestazione. Perché questo gli va detto ai ragazzi, che hanno fatto una grande prestazione. Perché se giocano sempre così, io sono convinto che se ne vincono tante. Però è vero che poi, come finalizzazione, per esempio, Kolo ha fatto un gol dentro quel traffico e quei momenti che per noi sono difficoltosi da portare a casa. Però è stato bravo, ha anticipato. Si è fatto disturbare anche troppo per lo spazio che aveva strappato, che si era creato. La può andare a colpire anche libero, perché lui fisicamente è forte, alto, è uno che sa poi mettere il punto sulle situazioni, farle diventare determinanti. E quindi niente, c’è solo da aumentare quella cosa lì, perché poi io bisogna gli faccia anche i complimenti, oltre che essere un po’ arrabbiato, perché sono partite da vincere”.
Spalletti sul carattere della Juventus
A Spalletti è stato chiesto se la squadra possieda il carattere che contraddistingue il suo allenatore o se debba ancora crescere sotto questo aspetto, anche alla luce delle tensioni emerse durante il confronto con il Cagliari. Il tecnico ha respinto l’idea di essere lui il punto di riferimento esclusivo per questo aspetto, preferendo concentrarsi sulle qualità dei giocatori e sul lavoro necessario per valorizzarle: “No, ma che c’entro io? Io sono uno qui che bisognerebbe riuscissi a gestire al meglio le potenzialità che ha la squadra. E la squadra ha potenzialità. Poi è chiaro, si va a tentare di analizzare, a tentare di metterci anche qualcosa in più per quello che ci manca. Però poi sono tutte cose abbastanza normali”.
Yerry Mina, Spalletti torna sugli episodi della partita
Nel corso della sfida non sono mancati momenti di tensione, con alcuni episodi che hanno coinvolto Yerry Mina sia durante la partita sia nell’intervallo. Interpellato sull’argomento, Spalletti ha richiamato anche quanto accaduto nella stagione precedente, soffermandosi sull’importanza di saper gestire le situazioni più delicate: “È come l’anno scorso, è come l’anno scorso. Ci porta un po’ in giro con i suoi comportamenti da calciatore forte, perché ci porta un po’ in giro. Bisogna essere tutelati qualche volta da qualche atteggiamento e poi si va a giocare. Però poi chi vince e porta a casa più episodi è sempre quello che ha più carattere, che ha più forza. Perché bisogna sapersi comportare. Personalità è quando tu riesci a reagire, è forte personalità anche quando tu lasci stare perché tu hai bisogno di giocare, perché tu devi vincere la partita e non ti curi di niente di quello che avviene, perché tu sei ossessionato da quella cosa lì. Vuoi andare a determinare la partita, non vuoi andarla a incontrare, la vittoria, se passa. No, no, sono io che la determino con il mio comportamento e la mia ricerca, perché quello bisogna fare noi”.
