Il talento non si discute, ma i numeri raccontano un’altra storia. Edon Zhegrova vive un momento complicato, sospeso tra aspettative elevate e un rendimento che fatica a decollare, sia con la Juve sia con la nazionale del Kosovo.
Juve, nemmeno un minuto per Zhegrova
L’ultimo segnale, tutt’altro che incoraggiante, è arrivato proprio dagli impegni internazionali: nella recente vittoria contro la Slovacchia, l’esterno offensivo è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Una scelta che fotografa il momento dell’ex Lille, sempre più ai margini anche nel suo contesto nazionale.
Arrivato a Torino per circa 14 milioni di euro dal Lille, dopo un periodo segnato da problemi fisici, Zhegrova non è ancora riuscito a lasciare il segno in bianconero. I numeri sono impietosi: 447 minuti complessivi distribuiti in 21 presenze, senza gol né assist. Un bilancio che pesa, soprattutto per un giocatore che ha costruito la sua reputazione su estro, velocità e capacità di saltare l’uomo.
L’unico squillo degno di nota resta l’ingresso positivo nella trasferta di Pisa, episodio isolato in una stagione fin qui avara di soddisfazioni. Più vivido, invece, il ricordo dell’occasione mancata contro il Galatasaray, un momento che avrebbe potuto cambiare il percorso europeo della Juventus.
A rendere ancora più evidente il periodo negativo è il lungo digiuno realizzativo: l’ultima rete risale al novembre 2024, quando vestiva ancora la maglia del Lille. Da allora, il vuoto.
Tra difficoltà di ambientamento, condizione fisica da ritrovare e concorrenza interna, il rilancio di Zhegrova resta una delle sfide più delicate in casa Juventus. Il tempo per invertire la rotta non è ancora scaduto, ma serve una svolta concreta: perché il talento, da solo, non basta più.