Traguardo significativo per la Juventus Next Gen, che celebra uno dei suoi punti di riferimento: Simone Guerra ha raggiunto le 100 presenze in bianconero nella trasferta contro il Perugia, impreziosendo l’occasione con il suo 42° gol. Un percorso iniziato nell’estate del 2023 e costruito con continuità, esperienza e leadership. Dall’esordio a Pescara fino alla consacrazione come capitano, Guerra si è imposto come guida per i tanti giovani del progetto Next Gen.

Juventus Next Gen, le parole di Simone Guerra
«L’emozione era tanta a Pescara perché era la mia prima partita con la Juventus ed era anche il primo grande cambiamento dopo un’avventura in una realtà nella quale ero stato bene come la FeralpiSalò. È stato indubbiamente molto emozionante perché entravo a far parte di un club importante e, nello specifico, entravo in contatto con un gruppo di ragazzi giovani con tante qualità, di conseguenza le prime sensazioni sono state da subito positive».
Il centenario di presenze rappresenta molto più di un numero: «Le 100 presenze raggiunte a Perugia? Sicuramente si tratta di un numero importante perché vuol dire che in due anni e mezzo ho giocato un certo numero di partite, nonostante l’età. Per me questo traguardo ha un valore prezioso perché mi ha fatto entrare nella storia di una società così importante. Ciò che mi gratifica di più, però, è essere riconosciuto come un elemento fondamentale per la crescita dei ragazzi e un punto di riferimento nello spogliatoio».
Nel corso della sua esperienza, Guerra ha sviluppato anche un nuovo approccio umano verso i compagni più giovani: «In questi anni alla Juventus direi che non sono cambiato molto. L’unica cosa che ho cambiato è il modo di approcciarmi ai miei giovani compagni di squadra: inizialmente ero un po’ più “sulle mie” perché volevo conoscerli, nonostante le mie sensazioni fossero positive sin da subito. Adesso, però, faccio meno fatica a entrare in sintonia con loro e quindi si crea nell’immediato un grande rapporto».

I ricordi più intensi e non solo
Tra i ricordi più intensi, spiccano le notti playoff: «Sicuramente la gara che mi torna in mente se penso a un momento speciale è quella del play-off di ritorno a Caserta. Dovevamo fare un’impresa e l’abbiamo fatta, l’abbiamo fatta in modo storico. Abbiamo dominato la partita, abbiamo giocato un match straordinario e abbiamo dimostrato che, nonostante la giovane età, la squadra poteva dare fastidio a tutti». E sul piano personale: «Il gol più bello? Penso quello contro il Benevento l’anno scorso; c’è stato l’uno-due con Adzic e poi sono riuscito a tirare da fuori area. Se devo parlare, però, anche di gol importanti penso che in questa speciale classifica ci debba essere quello segnato a Pescara ai play-off, perché ci ha permesso di chiudere la partita e ci ha dato il passaggio del turno in una gara tosta dove dovevamo vincere assolutamente, quindi la reputo una rete importante per me e per la squadra».
Da leader, Guerra non manca di trasmettere valori ai più giovani: «Il consiglio maggiore che mi sento di dare ai miei compagni più giovani è sicuramente quello di sfruttare al massimo tutto quello che hanno a disposizione qui alla Juventus. Io lo dico sempre ai ragazzi: per me è stato un premio alla carriera entrare in una Società così grande, con tutte queste strutture. Quando hai un’opportunità del genere, dopo aver giocato quasi sempre in Serie C e pochi anni in Serie B, non puoi fartela scappare».
Fondamentale anche il rapporto con il tecnico Massimo Brambilla: «Il mio rapporto con il Mister è sicuramente ottimo. È un rapporto di fiducia, di stima, parliamo spesso, ci confrontiamo, seppur sempre con le giuste dovute distanze che i nostri rispettivi ruoli impongono, però è una persona con cui si può dialogare tranquillamente».
Sul rendimento stagionale, il capitano mantiene equilibrio: «Sicuramente abbiamo fatto un buon campionato fino a questo momento, abbiamo avuto meno difficoltà rispetto alle scorse annate… Un po’ di rammarico, però, c’è perchè in qualche partita non siamo riusciti a portare a casa l’intera posta in palio». Lo sguardo è già rivolto alla prossima sfida contro la Ternana: «Sarà una partita tosta perché è una squadra composta da giocatori esperti… Noi dovremo cercare di fare la nostra partita, come sempre».
Infine, uno sguardo al futuro, tra ambizioni personali e orgoglio per i talenti cresciuti: «Mi piacerebbe andare avanti perché mi sento bene, mi sento ancora voglioso di giocare… Inoltre, mi piacerebbe trovare qualche altro ragazzo con cui giocare che possa arrivare a esprimersi ai massimi livelli, come è stato con Yildiz, con Savona e con Mbangula. È bello lavorare con i giovani, anche perchè sto notando che mantiene giovane anche me nonostante l’età».