Dopo l’amara sconfitta ai calci di rigore nella finale di Coppa Italia Primavera, l’allenatore della Juventus U20, Simone Padoin, ha commentato così la gara dei suoi.

La Juventus Under 20 esce sconfitta dalla finale di Coppa Italia Primavera contro l’Atalanta, al termine di una gara intensa e decisa soltanto ai calci di rigore. All’Arena Civica “Gianni Brera”, i bianconeri hanno a lungo accarezzato il sogno del trofeo, ma sono stati raggiunti nei secondi finali prima di arrendersi nella serie dagli undici metri.
Juventus U20-Atalanta U20, finale beffardo per i bianconeri
La formazione di Simone Padoin era riuscita a indirizzare la partita già nella prima metà di gara, trovando il vantaggio con una splendida conclusione di Rizzo dopo circa mezz’ora. Nel corso del match la Juventus ha avuto più di un’occasione per chiudere definitivamente la sfida, senza però riuscire a concretizzare le opportunità create.
Il finale si è rivelato beffardo: a pochi istanti dal triplice fischio, un colpo di testa di Isoa ha riportato in parità l’Atalanta, rimandando tutto ai rigori. Dal dischetto, gli orobici si sono dimostrati impeccabili, trasformando tutti i tiri calciati e conquistando così il trofeo.

Juventus U20, le parole di Simone Padoin
A fine gara, l’allenatore Simone Padoin ha analizzato la sfida con grande lucidità e orgoglio: “Purtroppo quando giochi contro una squadra capace di creare così tanto e mettere molti palloni in area, rischi sempre che una piccola disattenzione venga punita. È un peccato perché se nel primo tempo l’Atalanta si è dimostrata stata superiore a noi, complice forse un po’ di nervosismo che ci ha portato a sbagliare controlli e passaggi solitamente semplici. Nel secondo tempo ci siamo espressi molto meglio noi. Ci siamo difesi con ordine e siamo ripartiti bene, costruendo diverse occasioni per raddoppiare. Quando, però, non riesci a chiudere la gara e gli avversari restano in partita, tutto si complica: subire il pareggio negli ultimi secondi di recupero è dura da digerire, ma non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Sono fiero di loro, usciamo a testa altissima”.
La soddisfazione di un percorso ad alti livelli
Poi il mister continua: “La soddisfazione più grande è essere venuti qui a giocarcela senza i 2006, inserendo, invece, diversi ragazzi del 2009. È un piacere enorme far parte di una società come la Juventus, che punta con decisione sul vivaio: vedere così tanti giocatori cresciuti qui competere ad alti livelli è l’obiettivo principale. Oggi abbiamo onorato l’impegno e provo molta gratitudine per il lavoro svolto da tutti gli allenatori del Settore Giovanile, dall’Attività di Base fino a quella agonistica. Io mi trovo “in cima” a questa piramide e ho la fortuna di allenare ragazzi che sono stati formati con competenza nel corso degli anni. Per quanto riguarda me: credo che un anno non basti per pensare di aver già superato degli step definitivi in una carriera da allenatore. Ringrazio la Società e Massimiliano Scaglia per l’opportunità; sento di essere cresciuto insieme alla squadra nella gestione dei vari momenti. All’inizio il nostro cammino è stato altalenante, forse anche perché i ragazzi dovevano abituarsi al mio metodo, ma con il tempo siamo maturati insieme. Oggi la vittoria sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Ora torneremo a focalizzarci sul campionato, sulle ultime tre partite. La rincorsa ai play-off è difficilissima perchè ci sono diverse squadre davanti a noi. Tuttavia, abbiamo ancora tre partite e venti giorni a disposizione: ci proveremo fino alla fine, dando il massimo”.