Maurizio Arrivabene, ex amministratore delegato della Juve ed ex team principal della Scuderia Ferrari, si racconta in una lunga intervista alla La Gazzetta dello Sport, tra ricordi dei suoi anni in bianconero e sogni futuri per il calcio italiano.
Juve, le parole dell’ex AD Arrivabene
Sulle scelte di mercato più importanti, Arrivabene non ha dubbi: “Era l’operazione da fare, l’investimento fu autorizzato dal Cda. Resto orgoglioso di Vlahovic. Dusan ricorda Verstappen per la determinazione, Leclerc per tenacia e umanità. A Vlahovic scrivo ancora per trasmettergli amicizia e carica. E io non sono uno che fa molti complimenti”.
Arrivabene svela anche un messaggio personale al centravanti serbo: “Dusan, convinciti che per essere un big bisogna mettersi al servizio della squadra”. E commenta sul suo possibile rendimento: “Non so se sarà mai da 30 gol, ma col giusto sostegno può avvicinarsi ai top”.
Non mancano aneddoti divertenti, come quello con Weston McKennie: “A Weston facevo battute sull’abbigliamento. Un giorno mi presento al campo con un piumino arancione smanicato. McKennie mi fulmina: ‘Chi salva in acqua oggi?’. Sono felice del rinnovo, lo merita: Weston è tosto”.
Sull’importanza di Vlahovic e degli altri acquisti fatti insieme a Cherubini, spiega: “Dusan è forte e il suo ritorno dall’infortunio sarà importante per la qualificazione Champions. Ma non è mai un giocatore da solo che ti porta all’obiettivo. Mi inorgoglisce vedere titolari con Spalletti i vari Locatelli, Bremer, Gatti: tutti giocatori che acquistammo io e Cherubini”.
Arrivabene parla anche dei giovani arrivati sotto la sua gestione, come Yildiz: “Io non ho meriti. Cherubini e i suoi collaboratori erano convintissimi. Yildiz ha classe e attaccamento alla maglia: gli auguro di vincere alla Juventus quanto ha fatto Hamilton in carriera”.
Sullo scudetto e il Mondiale piloti, Arrivabene scherza ma resta ottimista: “Mi auguro entrambi al più presto. Elkann garantisce tutte le risorse economiche possibili, poi il lavoro lo devono fare le squadre. John non cederà la Juventus, a maggior ragione dopo le recenti dichiarazioni. Per lui è un asset che va al di là del business”.
E sui sogni futuri di mercato?: “Donnarumma alla Juventus”.
Infine, un giudizio sull’allenatore: “Sì. È una persona riflessiva, sta costruendo la Juventus e dando consapevolezza ai giocatori”. E su anni difficili e processi: “Più rabbia per il fatto che venissero messe in dubbio la mia onestà e la mia etica del lavoro. Ma ho sempre creduto nella giustizia e ho avuto ragione”.