Il noto giornalista Gianni Balzarini ha parlato del momento in casa Juventus dopo la sconfitta contro la Fiorentina. In particolare si è soffermato su Bremer e Di Gregorio.

Il momento della Juventus continua a far discutere. Tra risultati altalenanti e prestazioni individuali sotto tono, arrivano nuove considerazioni sullo stato della squadra bianconera da parte del giornalista Gianni Balzarini, che sul proprio canale YouTube ha analizzato criticamente alcune situazioni chiave del gruppo.
Juventus, Balzarini: “Di Gregorio sotto pressione”
Uno dei temi affrontati riguarda il rendimento del portiere Michele Di Gregorio, finito al centro delle riflessioni per alcune incertezze recenti. Balzarini ha evidenziato un possibile stato di difficoltà mentale del giocatore, soffermandosi sull’episodio del gol subito contro la Fiorentina: “Non è compito nostro. Noi possiamo individuare qualche problematica, per esempio, Di Gregorio ormai scende in campo con la paura. È evidente, scende in campo con la paura di sbagliare e sbaglia. Il gol che subisce ieri è emblematico del suo stato d’animo. Doveva andarci di piede, poi è facile dirlo da fuori. Si va con la mano, abbassando la mano e abbassando la mano tu perdi quei due o tre frame che consentono al pallone di essere più veloce del tuo movimento, ma è una scelta di risposta tecnica di chi in quel momento non è tranquillo, di chi per la terza volta si trovava un uomo libero di entrare sulla destra della Fiorentina, quindi sulla sinistra del fronte difensivo della Juve, sapendo che prima o poi quest’uomo avrebbe tirato e quindi non era tranquillo.

Poi l’argomento passa a Bremer
Nel suo intervento, Balzarini ha poi allargato l’analisi all’intero reparto arretrato, evidenziando una generale mancanza di serenità che, a suo giudizio, coinvolgerebbe anche Gleison Bremer: “Non gli si può imputare il gol di Mandragora, assolutamente. Mandragora fa una roba straordinaria, però lui non era tranquillo, come tutto il reparto difensivo, non era tranquillo, come lo stesso Bremer non è più tranquillo, vuole andare via, vuole provare a vincere qualcosa. È legittimo. Tutti abbiamo un’ambizione, tutti vogliamo andare a vincere. Bene, lo si accompagna all’uscita. Gleison Bremer lo si accompagna all’uscita, augurandogli nella prossima avventura di fare molto meglio di quanto ha fatto in questi ultimi mesi perché evidentemente anche condizionato dal rientro dopo un crociato non è stato più il Bremer di una volta, quindi vuole andare a riscattarsi. Bene, in bocca al lupo perché tu possa tornare il Gleison Bremer di prima, perché qua non sei più il Gleison Bremer di prima e queste parole: ‘voglio andare a vincere’. Ci stanno, per carità di Dio, ci stanno. Ti prendi le tue responsabilità, porti una società che versa la clausola recissoria di 56 o 58 milioni e credo che nessuno alla Juve voglia trattenere Gleison Bremer perché ha il legittimo desiderio di andare a vincere visto che l’anno prossimo avrebbe giocato la la l’Europa League”.