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Juventus, Balzarini difende l’operato di Luciano Spalletti

Juventus, Balzarini difende l’operato di Luciano Spalletti

Il noto giornalista Gianni Balzarini ha parlato della questione che sta tenendo banco in casa Juventus: il rapporto tra Luciano Spalletti e Damien Comolli.

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In casa Juventus continua il dibattito sul rapporto tra area tecnica e dirigenza, soprattutto dopo le dichiarazioni di Gianni Balzarini dedicate al legame professionale tra Luciano Spalletti e Damien Comolli. Nel corso di un intervento sul proprio canale YouTube, il giornalista ha analizzato la gestione dei nuovi acquisti bianconeri, sottolineando come l’allenatore abbia privilegiato esclusivamente criteri tecnici nelle sue decisioni di formazione.

Juventus, le parole di Gianni Balzarini

Secondo Balzarini, tra Spalletti e Comolli esisterebbe una distanza principalmente professionale e non personale. Il nodo centrale riguarda l’utilizzo dei calciatori arrivati attraverso le operazioni di mercato gestite dal dirigente francese: “Quello che mi preme sottolineare in questo momento è l’evidente distacco che c’è tra Spalletti e Damien Comolli, non un distacco umano, ma un distacco professionale, nel senso che Spalletti non ha mai fatto giocare più di tanto gli acquisti di Comolli perché non li ha ritenuti all’altezza. E a questo punto bisogna discernere. Deve prevalere la competenza di un allenatore che non giudica dei giocatori adatti ad essere titolari in una squadra ed eventualmente li giudica adatti ad essere utilizzati solo parzialmente o un allenatore deve per forza valorizzare le scelte di un dirigente? Cioè il bene della squadra dove da dove passa? Da scelte di campo o da scelte dirigenziali”.

Il caso Juventus: risultati o valorizzazione degli asset?

Il tema sollevato nelle ultime ore riguarda una questione sempre più centrale nel calcio moderno: un allenatore deve schierare i giocatori scelti dalla dirigenza per proteggere gli investimenti societari oppure deve seguire esclusivamente le proprie convinzioni tattiche?

Nel caso della Juventus, Balzarini si schiera apertamente dalla parte di Spalletti. Secondo il giornalista, un tecnico chiamato a guidare un club come quello bianconero deve avere libertà totale nelle decisioni di campo, senza condizionamenti legati al valore economico dei calciatori.

Le parole del giornalista: “Quindi uno deve essere tanto aziendalista da far giocare per forza coloro che un dirigente ha scelto, anche se non li ritiene adatti o deve mettere in secondo piano le scelte di un dirigente e per il proprio credo calcistico, visto che è stato chiamato con una missione o comunque ad allenare la Juve, deve andare avanti per la propria strada. Io sono per la seconda ipotesi. Chiami un allenatore ha le sue idee, ha la sua filosofia, ha le sue visioni e i suoi giudizi sui calciatori e allora deve andare avanti per la propria strada. Non deve necessariamente valorizzare un asset.”

LA JUVENTUS FA GRUPPO PRIMA DI INIZIARE LA PARTITA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Da David a Openda: le scelte tecniche di Spalletti

Tra i nomi citati emerge anche quello di Jonathan David, arrivato con grandi aspettative e protagonista di episodi importanti come il rigore realizzato contro il Lecce. Discorso simile per Lois Openda, altro investimento significativo del mercato juventino: “L’asset non va in campo. In campo ci vanno i calciatori. L’asset non fa gol. I gol li fanno i calciatori. L’asset non tira i rigori, i rigori li tirano i calciatori. Giusto per citare David contro il Lecce e diciamo così inglobare entrambe le componenti di questo discorso. David è stato un acquisto di Comolli per quello che doveva rendere. Openda è stato un acquisto di Comolli per quello che doveva rendere e delle chance gli sono state date. Se a un certo punto Spalletti non lo ritiene più idoneo a giocare, non è che deve giocare per forza perché sennò si svaluta”. 

Juventus, equilibrio delicato tra società e allenatore

Le parole di Balzarini riaccendono così il confronto sulla gestione sportiva della Juventus e sui rapporti tra dirigenza e guida tecnica. In un momento delicato per il club bianconero, ogni decisione legata al mercato e alla formazione viene osservata con particolare attenzione. La sensazione è che il futuro della Juventus dipenderà anche dalla capacità di trovare equilibrio tra programmazione societaria e autonomia tecnica dell’allenatore, evitando tensioni che potrebbero influire sul rendimento della squadra nella prossima stagione.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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