Juventus-Lazio, la Curva Sud annuncia lo sciopero del tifo per il 18 ottobre. Nel mirino i provvedimenti dopo gli scontri del derby contro il Torino

La Curva Sud della Juventus diserterà l’Allianz Stadium in occasione della sfida contro la Lazio, in programma domenica 18 ottobre alle ore 20:45. I gruppi del tifo organizzato bianconero hanno annunciato la decisione attraverso un comunicato dai toni duri, prendendo posizione contro i provvedimenti adottati dopo gli incidenti verificatisi prima del derby contro il Torino. La protesta coinvolgerà i gruppi organizzati del settore, che hanno scelto di non entrare nell’impianto per manifestare il proprio dissenso nei confronti della gestione dell’ordine pubblico e delle misure prese nei confronti di alcuni tifosi. Una presa di posizione che arriva in un momento delicato per il rapporto tra la tifoseria organizzata e le autorità.
Juventus-Lazio, la Curva Sud sceglie il silenzio
Il messaggio diffuso dai gruppi bianconeri è inequivocabile ed è accompagnato da un titolo emblematico: “Basta! La curva non è il caprio espiatorio”.
Nel documento, i sostenitori contestano la ricostruzione degli avvenimenti legati agli scontri precedenti al derby con il Torino. Secondo la loro versione, la gestione dell’ordine pubblico avrebbe contribuito ad aumentare la tensione, mentre i successivi provvedimenti sarebbero sproporzionati rispetto alle condotte contestate. Si tratta delle accuse e delle valutazioni espresse dalla tifoseria organizzata, che chiede di fare piena luce su quanto accaduto e di verificare tutte le eventuali responsabilità. Le contestazioni contenute nella nota non costituiscono, di per sé, fatti accertati.
La decisione di restare fuori dallo Stadium per Juventus-Lazio rappresenta quindi la forma di protesta individuata dai gruppi per rendere evidente la propria posizione. L’assenza sugli spalti sarà accompagnata da un messaggio rivolto alla società e alle istituzioni: il silenzio come strumento di dissenso.
Il comunicato: nel mirino i provvedimenti dopo il derby
Nel testo, i gruppi della Curva Sud criticano le conseguenze degli incidenti e le modalità con cui sarebbero stati gestiti gli spostamenti dei tifosi prima della partita. Tra i punti sollevati figurano i provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive, le sanzioni pecuniarie e alcuni comportamenti attribuiti alle forze dell’ordine. I firmatari chiedono inoltre che vengano chiarite le circostanze relative al ferimento di un tifoso, che secondo quanto riportato nel comunicato sarebbe stato colpito durante gli episodi legati alla gestione dell’ordine pubblico.
La tifoseria contesta anche le multe legate al presunto corteo non autorizzato, sostenendo che gli spostamenti sarebbero avvenuti in seguito alle indicazioni ricevute sul posto. Nel comunicato viene ribadito che la richiesta non sarebbe quella di evitare le responsabilità individuali, bensì di ottenere accertamenti completi e provvedimenti ritenuti proporzionati. La Curva chiede che eventuali responsabilità vengano valutate senza generalizzazioni e senza concentrare l’attenzione esclusivamente sui tifosi identificati dopo gli incidenti.

Sabato 10 ottobre appuntamento davanti alla curva
La protesta non si limiterà all’assenza durante Juventus-Lazio. I gruppi organizzati hanno infatti annunciato un incontro per sabato 10 ottobre alle ore 15, davanti alla Curva Sud. L’appuntamento servirà a ribadire la posizione espressa nella nota e a preparare la manifestazione di dissenso prevista per la gara contro la formazione biancoceleste. Il messaggio conclusivo del comunicato sintetizza la scelta dei sostenitori bianconeri: non accompagnare la squadra dagli spalti nella partita del 18 ottobre, rinunciando al sostegno vocale come forma di protesta.
Juventus, il comunicato integrale della Curva Sud
Di seguito il testo diffuso dai gruppi organizzati, mantenuto integralmente:
“BASTA! LA CURVA NON È IL CAPRO ESPIATORIO
Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti.
Una gestione dell’ordine pubblico che, invece di prevenire ha contribuito ad alimentare una tensione sfociata nell’evitabile contatto tra le tifoserie.
E oggi, a distanza di tempo, arriva il conto: diffide, provvedimenti e modalità investigative che riteniamo assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati. Ci chiediamo come sia possibile che, dopo una “gestione” che avrebbe dovuto impedire l’escalation degli eventi, la responsabilità finisca per essere scaricata esclusivamente sulle persone individuate a posteriori, mentre è calato il silenzio sui lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo uno dei quali ha causato ferite gravissime, alla testa, a un tifoso del tutto estraneo agli eventi. Per inciso, il tifoso porterà i segni per tutta la vita con le ovvie conseguenze. Di più, alcuni episodi come l’inopinata fermata, di un pullman di tifosi, tra cui lo stesso ragazzo ferito, poi obbligati a scendere e a confluire nel corteo ,nonché frasi palesemente minacciose pronunciate da funzionari della Polizia di Stato del tipo “state rialzando troppo la testa, ma noi ve la schiacciamo sul nascere”, ingenerano fondati dubbi che si sia al cospetto di una strategia preordinata finalizzata a favorire quanto poi accaduto. A corollario di tutto ciò appaiono altresì del tutto immotivate le sanzioni pecuniarie comminate ad alcuni ragazzi, per corteo non autorizzato, per non aver utilizzato le ipotetiche navette oltretutto non presenti in loco, tantomeno annunciate, quando invece lo stesso è stato imposto dalle forze dell’ordine presenti. In ogni caso, nessuno può pretendere di trasformare una gestione discutibile, e siamo generosi nel definirla in questo modo, dell’ordine pubblico in una condanna collettiva. La Curva non chiede impunità. La Curva chiede giustizia, proporzionalità e verità. La Curva chiede che vengano accertate tutte le responsabilità, comprese quelle di chi avrebbe dovuto impedire che i cortei delle due tifoserie si potessero trovare a distanza di pochi metri uno dall’altro. Perché non può esistere una giustizia a senso unico. Non accetteremo in silenzio che vengano colpiti i nostri ragazzi con provvedimenti sproporzionati, né che si utilizzi la repressione come unica risposta alle problematiche del calcio. Contro gli eccessi. Contro le generalizzazioni. Chi ha sbagliato dovrà risponderne, chi ha gestito quella giornata dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Sabato 10 ottobre alle ore 15 ci troveremo davanti alla curva.
A Juve Lazio resteremo fuofuori: se non volete sentire la Nostra voce, sarete costretti ad ascoltare il il Nostro silenzio.
I GRUPPI DELLA SUD”.