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Juventus, l’analisi degli episodi di Luca Marelli

Juventus, l’analisi degli episodi di Luca Marelli

Nel post-partita di Juventus – Genoa, l’attenzione si è concentrata soprattutto sugli episodi arbitrali, analizzati negli studi di DAZN da Luca Marelli. L’ex arbitro ha passato in rassegna le decisioni più discusse, chiarendo i dubbi emersi durante la gara.

Juventus-Genoa, l’analisi degli episodi di Marelli

Il primo episodio riguarda l’azione che ha portato al vantaggio della Juventus, contestata dai giocatori del Genoa. In particolare, le proteste si sono concentrate su un presunto fallo di Bremer ai danni di Colombo prima del colpo di testa decisivo.

“Il Genoa si è lamenta nell’azione del vantaggio della Juventus, Colombo in particolare si è lamentato per un presunto fallo subito da Bremer precedentemente al colpo di testa definirivo che avevasancito la rete dlel’1-0. Bremer e Colombo saltano assieme, intervengono sul pallone e poi probabilmente un tacchetto di Bremer si infiola sulla scarpa di Colombo e gliela sfida. Il Genoa ha chiesto l’intervento del Var in questa circostanza per la revoca della rete per un fallo di Bremer, ma in realtà si è trattato di un contatto totalmente casuale con due giocatori che si sono contesi il pallone e per una casualità lo scarpino di Colombo è stato sfilato probabilmente da un tacchetto. Dal mio punto di vista questa rete è regolare”. Secondo Marelli, dunque, nessuna irregolarità: il contatto tra i due difensori è da considerarsi fortuito e non punibile, motivo per cui il gol bianconero è stato convalidato correttamente.

LA GRINTA DI MICHELE DI GREGORIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Il secondo episodio

Il secondo caso analizzato riguarda invece il calcio di rigore assegnato al Genoa nella ripresa, inizialmente valutato come punizione dal limite. Anche qui, il VAR ha avuto un ruolo decisivo nella revisione dell’episodio.

“Il secondo episodio, al 71′: c’è stato il calcio di rigore assegnato al Genoa. In un primo momento la’rbitro ha fischiato un calcio di punizione dal limite con Bremer che è stato ammonito per imprudenza, tanto è vero che il cartellino giallo non è stato revocato. Se fosse stato invece un cartellino giallo per un’azione potenzialmente pericolosa interrotta da un’infrazione, con l’assegnazione del calcio di rigore sarebbe stato revocato anche il cartellino giallo. Come vedete è un intervento in ritardo, un’imprudenza, pertanto l’ammonizione rimane. Il controllo è stato così lungo perchè il piede di Martin era proprio sulla linea, ma doveva essere controllato un quale punto della gamba ci fosse stato il contatto, perchè se fosse stato più alto, poteva anche essere fuori dall’area di rigore, dato che il corpo di Martin era verso l’esterno dell’area. Poi in realtà si è visto sorprattutto da un’immagine che il contatto è avvenuto proprio sulla linea e come sappiamo la linea di porta fa parte dell’area di rigore”.

La spiegazione chiarisce quindi sia la conferma del cartellino giallo a Bremer, sia la trasformazione della punizione in calcio di rigore: decisivo il punto di contatto, avvenuto sulla linea, che per regolamento è considerata parte dell’area. Un’analisi dettagliata che contribuisce a fare luce su due episodi chiave del match, confermando la correttezza delle decisioni arbitrali prese in campo con l’ausilio della tecnologia.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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