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Juventus, l’analisi dell’ex bianconero Fabrizio Ravanelli

Juventus, l’analisi dell’ex bianconero Fabrizio Ravanelli

Alla Juventus si apre una riflessione profonda sul futuro dell’attacco. A intervenire è Fabrizio Ravanelli, che in un’intervista alla La Gazzetta dello Sport analizza con lucidità limiti e prospettive del reparto offensivo bianconero.

Juventus, le parole di Ravanelli sui bianconeri

Secondo l’ex attaccante, alla Juventus manca un vero punto di riferimento là davanti: “Serve un vero leader. Non bastano i gol – spiega – serve personalità, voglia di prendersi responsabilità e trascinare la squadra nei momenti chiave”. Un identikit ben preciso, che richiama campioni affermati come Victor Osimhen e Lautaro Martínez, giocatori capaci di fare reparto da soli e incidere nelle partite decisive.

Nel suo ragionamento, Ravanelli si sofferma anche sulla situazione di Vlahović. Il giudizio non è del tutto negativo, ma resta accompagnato da qualche dubbio: il centravanti serbo, infatti, è chiamato a trovare continuità e a gestire meglio le pressioni dell’ambiente. Il suo futuro, secondo l’ex bianconero, dipenderà molto dalle strategie societarie e dalla capacità di ritagliarsi un ruolo centrale senza creare tensioni nello spogliatoio.

DUSAN VLAHOVIC E KENAN YILDIZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

A pesare, più in generale, è la mancanza di concretezza sotto porta. Nonostante una produzione offensiva importante sotto la guida di Luciano Spalletti, la Juventus fatica a trasformare in gol quanto costruito: “La squadra crea tanto e gioca bene – sottolinea Ravanelli – ma non è abbastanza cinica per vincere lo scudetto”. Un limite che, con un attaccante più prolifico, avrebbe potuto cambiare il corso della stagione.

Diverso il discorso per Kolo Muani, promosso per caratteristiche e potenziale realizzativo. Il francese, grazie a velocità e capacità di saltare l’uomo, può garantire un bottino tra i 15 e i 20 gol stagionali. Tuttavia, la convivenza con Vlahovic non convince: per Ravanelli, i due non formano una coppia realmente complementare.

Infine, uno sguardo al mercato e a un possibile colpo in grado di cambiare volto alla squadra. Il nome caldo è quello di Bernardo Silva, profilo che intriga per qualità tecniche e visione di gioco. “Un giocatore capace di creare superiorità e fare la differenza nell’ultimo passaggio”, evidenzia Ravanelli. Un eventuale innesto del genere potrebbe aumentare il tasso tecnico della Juventus e mettere gli attaccanti nelle condizioni ideali per esprimersi al meglio.

Le parole dell’ex bomber fotografano una Juventus in evoluzione, alla ricerca di equilibrio e soprattutto di un leader offensivo capace di fare la differenza nei momenti che contano.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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