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Juventus, l’anno di Kenan Yildiz. I numeri del 10 bianconero

Juventus, l’anno di Kenan Yildiz. I numeri del 10 bianconero

Non è più solo una promessa, ma il fulcro creativo della nuova Juventus. Kenan Yildiz, con la maglia numero 10 sulle spalle, sta vivendo una stagione da protagonista assoluto, confermandosi come uno dei profili più futuribili e incisivi dell’intero panorama europeo.

Il peso dell’attacco: gol e assist per la Juventus

I dati certificano una crescita esponenziale sotto porta, anche se, rispetto ai tiri effettuati verso lo specchio, i goal sono decisamente pochi in proporzione. In campionato, Yildiz ha già collezionato 9 reti in 27 presenze, dimostrando un feeling maggiore con il gol, rispetto all’annata precedente, prendendosi lo scettro come migliore marcatore della squadra. A queste si aggiunge la perla realizzata in Champions League contro il Borussia Dortmund, che porta il suo bottino complessivo a 10 gol stagionali.

Ma il contributo del turco non si ferma alla finalizzazione. Con 6 assist serviti ai compagni tra Serie A e coppe europee, Yildiz si è trasformato nel principale rifinitore della Juventus, capace di creare superiorità numerica e pulire palloni complicati sulla trequarti.

Re del dribbling e visione di gioco

Ciò che i numeri non dicono del tutto, ma che le statistiche avanzate suggeriscono, è la sua capacità di spaccare le partite.

Dribbling riusciti: con una media di oltre 2,5 dribbling completati a partita (per un totale di circa 66 in Serie A), è tra i primi tre giocatori del campionato per efficacia nell’uno contro uno.

Precisione e costruzione: Nonostante giochi in zone di campo ad alta densità, mantiene una precisione nei passaggi dell’85%, segno di una maturità tecnica che gli permette di sbagliare pochissimo.

Presenze e costanza: Tudor e Spalletti lo hanno reso intoccabile: su 28 giornate di campionato, Yildiz è partito titolare ben 26 volte, accumulando oltre 2.200 minuti di gioco.

L’uomo del futuro

A soli 20 anni, Kenan Yildiz ha già dimostrato di poter reggere la pressione di una piazza come Torino. La sua capacità di abbinare quantità (96 palloni recuperati e una grande mole di chilometri percorsi) alla qualità pura lo rende il simbolo della Juventus del futuro. Se il buongiorno si vede dai numeri, il “dieci” bianconero ha appena iniziato a scrivere la sua storia.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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