Juventus contro Cristiano Ronaldo: il club bianconero ricorre in Cassazione per i 9,8 milioni riconosciuti al portoghese nella vicenda degli stipendi Covid.

La controversia tra la Juventus e Cristiano Ronaldo è tutt’altro che conclusa. Il club bianconero ha deciso di proseguire la battaglia legale ricorrendo alla Corte di Cassazione, dopo il lodo arbitrale che aveva riconosciuto all’ex attaccante portoghese un risarcimento di 9,8 milioni di euro e il successivo pronunciamento del Tribunale di Torino. Al centro del contenzioso resta la cosiddetta manovra stipendi, legata agli accordi economici durante l’emergenza Covid. La vicenda, che si trascina da diversi anni, rappresenta uno degli strascichi giudiziari più significativi del periodo in cui il calcio italiano ha dovuto fare i conti con le conseguenze finanziarie della pandemia. Nonostante la separazione tra Ronaldo e la Juventus, avvenuta nell’estate del 2021, il confronto sulle somme contestate non ha ancora trovato una soluzione definitiva.
Juventus-Ronaldo, la battaglia legale prosegue in Cassazione
Come riportato dalla stampa sportiva, la società torinese ha scelto di rivolgersi alla Suprema Corte per contestare le decisioni già intervenute nei precedenti gradi di giudizio. La Juventus continua dunque a difendere la propria posizione in una controversia che riguarda gli accordi sulle retribuzioni dei calciatori durante la pandemia. Il nuovo ricorso riporta sotto i riflettori una vicenda che coinvolge direttamente l’ex numero 7 bianconero, protagonista di tre stagioni a Torino prima del ritorno al Manchester United. Il nodo della questione riguarda gli importi che, secondo la ricostruzione sostenuta dal calciatore, sarebbero rimasti da corrispondere nonostante gli accordi stipulati in quel periodo.
La manovra stipendi durante il Covid: la richiesta di Cristiano Ronaldo
Le origini del contenzioso risalgono alla fase più difficile dell’emergenza sanitaria, quando le società calcistiche si trovarono ad affrontare una significativa riduzione delle entrate. In quel contesto, la Juventus intervenne sulla gestione degli stipendi della propria rosa attraverso accordi che, negli anni successivi, sono diventati oggetto di verifiche e contestazioni. Dopo il trasferimento di Cristiano Ronaldo in Inghilterra, è emersa una disputa relativa a somme che il portoghese riteneva ancora dovute. La richiesta economica avanzata dal giocatore ammontava a circa 19,6 milioni di euro, una cifra legata agli accordi salariali del periodo trascorso in bianconero. L’impossibilità di raggiungere una soluzione condivisa ha portato le parti davanti a un collegio arbitrale, chiamato a esaminare le rispettive argomentazioni e a stabilire l’eventuale importo spettante all’attaccante.

Il lodo arbitrale del 2024: riconosciuti 9,8 milioni di euro
Nell’aprile 2024 è arrivata una prima decisione importante. Il collegio arbitrale ha stabilito che a Cristiano Ronaldo spettassero 9,8 milioni di euro, sostanzialmente la metà della somma inizialmente richiesta dal calciatore. Il lodo non ha quindi accolto integralmente le pretese economiche dell’ex juventino, ma ha riconosciuto una parte significativa dell’importo contestato, individuando una somma a carico della società torinese. La Juventus ha tuttavia continuato a opporsi all’esito della controversia, portando la questione davanti alla giustizia ordinaria. Anche il successivo passaggio al Tribunale di Torino non ha chiuso definitivamente il caso, spingendo il club a valutare un ulteriore ricorso.
Il caso Juventus-Cristiano Ronaldo resta aperto
La decisione di rivolgersi alla Cassazione dimostra come il contenzioso sugli stipendi Covid sia ancora lontano dalla conclusione. Da una parte c’è Cristiano Ronaldo, che aveva richiesto il riconoscimento di circa 19,6 milioni di euro; dall’altra la Juventus, determinata a contestare le decisioni che hanno portato al riconoscimento di 9,8 milioni. Il nuovo capitolo giudiziario prolunga così una vicenda nata durante la pandemia e proseguita anche dopo l’addio del fuoriclasse portoghese al club bianconero. Sarà ora il percorso davanti alla Suprema Corte a rappresentare il prossimo passaggio di una disputa che continua ad avere conseguenze economiche e legali per la società juventina.