Le recenti dichiarazioni di Sandro Sabatini accendono il dibattito attorno alla stagione della Juve, tra investimenti importanti sul mercato e il rendimento altalenante in campo, non solo della squadra, ma anche di alcuni elementi che hanno decisamente deluso le aspettative in casa bianconera.

Juve, le parole di Sabatini
Intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, il giornalista ha analizzato senza giri di parole la situazione bianconera, soffermandosi in particolare sul rapporto tra qualità della rosa e prestazioni offerte.
“E’ una Juventus che è, comunque negli ultimi mercati ha speso uno sproposito nel comprare i giocatori e quindi la valutazione che viene fatta sull’allenatore è, si lavora col materiale umano che ha, basta che non mi raccontate la novella che ci sono allenatori che migliorano tutti i giocatori e allenatori che non li migliorano i giocatori. C’è uno che comunque fa rendere tanto alcuni giocatori, tantissimo, ma su alcuni giocatori è costretto a arrendersi all’evidenza, tipo il caso di Jonathan David o di Openda.” Un passaggio che sottolinea come, secondo Sabatini, anche tecnici di alto livello possano incontrare limiti nella gestione di determinati profili, nonostante una rosa costruita con investimenti rilevanti.
Il focus si è poi spostato sulle ultime prestazioni della squadra allenata da Luciano Spalletti, con segnali di crescita evidenziati nelle uscite più recenti: “Poi, nelle ultime due partite ha giocato indubbiamente partite importanti, non tanto col Pisa quanto a Udine, la Juventus mi è piaciuta moltissimo.”
Non manca però un’analisi critica sul rendimento difensivo precedente, che aveva sollevato più di qualche perplessità, portiere compreso: “Ma Spalletti prima delle ultime due partite col Pisa e con l’Udinese, in sette partite alla Juventus aveva subito 20 gol. E qui vado in difficoltà, perché poi, capito, quando uno dice a Spalletti gli fa qualche appunto, sembra che uno ce l’abbia con Spalletti, oppure che sia malafede, oppure che ci sia un sottinteso così, ma come dicevo secondo me doveva provare a cambiare il portiere.”
Sabatini ha infine chiarito la natura delle sue osservazioni, respingendo qualsiasi intento polemico: “Ecco, ma non era una critica a Spalletti, era un’opinione, penso, libera e anche prescindeva sia dalla squadra che dall’allenatore, ma ora ha acquisito consapevolezza”.
Parole che contribuiscono ad alimentare il confronto sull’attuale momento della Juventus, divisa tra aspettative elevate e la necessità di trovare continuità dopo un periodo segnato da difficoltà difensive.