
Il percorso di Weston McKennie è la dimostrazione di come i sogni possano cambiare forma nel tempo. Oggi il centrocampista americano è uno dei punti di riferimento della Juventus e della Nazionale americana, ma da ragazzo immaginava un futuro completamente diverso. Durante un’intervista concessa ai canali ufficiali della Federcalcio statunitense, McKennie ha raccontato alcuni retroscena della propria crescita sportiva, soffermandosi sugli obiettivi che aveva all’inizio della carriera e sull’incredulità per i traguardi raggiunti negli ultimi anni.
Juventus, parla McKennie
Il centrocampista classe 1998 ha spiegato come il calcio non fosse inizialmente la sua priorità assoluta. Cresciuto negli Stati Uniti, infatti, McKennie era affascinato soprattutto dal football americano: “Non penso che avrei mai immaginato di ritrovarmi dove sono oggi, penso il mio obiettivo fosse di diventare semplicemente un professionista. Non credo sia sempre stato un obiettivo, voglio dire, crescendo in America all’inizio giocavo a football americano e quindi il mio sogno era giocare nella NFL”.

L’esperienza allo Schalke
McKennie ha raccontato che vivere quotidianamente il calcio professionistico in Europa gli ha aperto completamente la mente: “Poi trasferirmi in Germania così giovane allo Schalke 04 e poter giocare solo a calcio mi ha davvero affascinato, mi sono detto: ‘Oh mio dio, mi piace davvero questo’. Poi, vedere la Nazionale per la prima volta alla base militare, incontrare tutti quei ragazzi e rendermi conto che in realtà è uno sport serio, che c’è una Nazionale per tutto… lì me lo sono impresso in mente. Del tipo: ‘Voglio essere anche io lì'”.
I bianconeri e la Nazionale
Il centrocampista bianconero ha ammesso di non aver mai pensato di poter arrivare così lontano: “Non credo di aver mai pensato che sarei arrivato dove sono oggi, penso che il mio obiettivo fosse semplicemente diventare un professionista. Ma non avrei mai immaginato di raggiungere queste dimensioni con la Juventus e di far parte della Nazionale. Di aver giocato in uno dei tornei più importanti al mondo. E penso che sì, di sicuro non me lo sarei mai immaginato”.