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Juventus, un problema offensivo che torna di continuo

Juventus, un problema offensivo che torna di continuo

In un’annata che doveva sancire il definitivo rilancio tecnico, la Juventus 2025/2026 si ritrova invece a fare i conti con un paradosso: una rosa profondamente rinnovata nel reparto avanzato che, però, fatica a trovare la via della rete con continuità. Se la solidità difensiva rimane un marchio di fabbrica, la “stipsi” offensiva è diventata il tema centrale del dibattito sportivo attorno ai bianconeri. Sebbene l’ultima uscita in campionato contro il Pisa sia finita con un sonoro 4-0, il problema continua ad arrivare dalla poca vena realizzativa delle punte.

Juventus, un attacco “spuntato”

I dati non mentono: nonostante un volume di gioco e le tante occasioni spesso superiori a quelle delle passate stagioni, il tasso di conversione della Juventus è tra i più bassi delle prime della classe.

Dusan Vlahovic: Il serbo nonostante la buona prima parte di stagione, sul più bello è stato frenato dall’infortunio che ne ha bloccato il cammino. Il nodo contrattuale poi non aiuta certo a livello mentale.

Kenan Yıldız: Sebbene sia l’astro nascente e il miglior marcatore della squadra con 9 reti totali, il giovane talento turco è chiamato a un lavoro di raccordo enorme. Questo lo porta spesso lontano dalla “zona rossa”, riducendo la sua pericolosità immediata e la poca lucidità sotto porta, infatti il numero dieci non riesce mai ad essere incisivo quanto vorrebbe.

I nuovi innesti: Giocatori come Jonathan David e Loïs Openda, arrivati per diversificare le soluzioni offensive, hanno avuto un impatto intermittente. David, pur mostrando sprazzi di classe, sembra risentire dei ritmi tattici del campionato italiano, mentre Openda non ha ancora trovato la giusta simbiosi con i compagni di reparto.

Boga, Conceição e Zhegrova sono principalmente esterni e potrebbero rientrare in parte in questo discorso.

Fattore psicologico e gerarchie

Il continuo “valzer” in attacco per trovare la combinazione giusta ha forse minato le certezze dei singoli. La competizione interna tra Openda, David e gli esterni (Conceição e Zhegrova) non ha sempre prodotto una sana spinta competitiva, portando talvolta a eccessi di egoismo o, al contrario, a una mancanza di cattiveria agonistica nei momenti chiave.

L’auspicio di questo finale di stagione in casa Juventus è che si trovi una stabilità e una certa continuità sotto porta, perché solo così i bianconeri possono sperare di raggiungere i propri obiettivi.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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