
La Juventus riscatta Openda
Come già detto in apertura, a sancire definitivamente la condizione è stato anche la sconfitta del Sassuolo contro il Genoa, che ha reso impossibile qualsiasi scenario alternativo con i bianconeri che rientreranno almeno nei primi dieci posti in classifica. Un passaggio che, in realtà, era già stato previsto nei piani economici del club torinese, dove l’operazione era considerata “altamente probabile”.
Dal punto di vista finanziario, l’investimento è significativo: oltre ai 3,3 milioni versati per il prestito iniziale e agli 800 mila euro di bonus maturati, la Juventus dovrà ora corrispondere ulteriori 40,6 milioni di euro, distribuiti nei prossimi quattro anni. Un esborso importante che però non coincide necessariamente con una centralità tecnica del giocatore nel progetto futuro. Ed è proprio qui che emergono le prime ombre. Secondo quanto riportato da La Stampa, Spalletti avrebbe già espresso dubbi sull’inserimento dell’attaccante belga nel suo sistema di gioco. Una valutazione che apre scenari tutt’altro che scontati per il futuro immediato di Openda.
La dirigenza bianconera, infatti, si sarebbe già attivata per trovare una soluzione alternativa. L’ipotesi più concreta è quella di un nuovo prestito, con destinazione probabilmente estera, per consentire al giocatore di trovare continuità e rilanciarsi. In questo senso, il prossimo Mondiale potrebbe rappresentare un’occasione cruciale per aumentare nuovamente il valore del cartellino.
L’obiettivo della Juventus resta chiaro: evitare una minusvalenza pesante e recuperare, almeno in parte, un investimento superiore ai 40 milioni. Una missione complicata nel breve periodo, ma che il club spera di poter portare a termine attraverso una gestione attenta e strategica del giocatore.